Elettrosmog: “Leucemia infantile I rischi crescono nella notte”

I campi magnetici inibirebbero la produzione naturale di melatonina.

ROMA – Mentre si moltiplicano le polemiche sulla reale portata degli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana, uno studio tedesco, appena pubblicato dalla rivista “International journal of cancer”, riferisce di aver individuato una “significativa associazione tra leucemia infantile ed esposizione notturna ai campi magnetici”. Si tratta, in particolare, di campi magnetici generati dagli impianti di distribuzione di energia elettrica, quindi a bassa frequenza che abbiano un’intensità superiore a 0,2 microTesla. Questo valore corrisponde alla soglia generalmente presa in considerazione negli studi epidemiologici ed è anche quello che molti esperti considerano il più consigliabile come limite di emissione da non superare.

Secondo i ricercatori, che hanno analizzato le case in cui vivevano 514 bambini tedeschi colpiti dalla leucemia, l’esposizione nelle ore notturne mostra un’associazione con la leucemia infantile “consistentemente più forte” di quello che accade per l’esposizione media. Restringendo l’indagine alle camere da letto e alle stanze di soggiorno, gli studiosi hanno individuato una correlazione tra campi magnetici e leucemia statisticamente più rilevante rispetto a quella trovata in altre ricerche.

In tutto, secondo lo studio, 16 casi di leucemia sono stati esposti a campi magnetici superiori a 0,2 microtesla sia nella media giornaliera che di notte; ma solo 2 sono stati esposti “in media ma non di notte”, mentre 5 casi hanno ricevuto più di 0,2 microtesla esclusivamente nelle ore notturne.

Ma cosa accade di notte che renderebbe più vulnerabili all’elettrosmog? In condizioni normali, l’organismo, specie quello dei più giovani, di notte produce la melatonina, un ormone la cui secrezione è così legata ai ritmi circadiani da essere stato addiritturo definito la “sostanza della notte”. Non a caso, la si utilizza come regolatore del sonno e come sincronizzatore dei ritmi biologici, ma alcuni studiosi ne rivendicano anche proprietà antiossidanti ed un ruolo nella prevenzione dei tumori. I campi magnetici degli elettrodotti inibirebbero la produzione naturale di melatonina, aumentando così il rischio di leucemie.

Tuttavia, avverte l’International Journal of cacncer, il numero dei soggetti esposti a campi magnetici superiori a 0,2 microtesla (in Germania, sarebbe l’1,2% della popolazione) è molto basso. E questo rende imprecise le stime del rischio effettivo.

 

Fonte: repubblica.it

 

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