L’aria che si respira tra le mura domestiche è cinque volte più inquinata di quella esterna

La colpa è soprattutto di detersivi, vernici, smalti e profumatori d’ambiente. Sotto accusa, in particolare, i “Cov”, ossia i Composti organici volatili.

Roma, 29 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – La casa non è sempre il luogo più sicuro per la salute. L’aria che si respira tra le mura domestiche, infatti, è cinque volte più inquinata di quella esterna. Lo ricordano gli esperti del Gruppo di studio sull’inquinamento degli ambienti di vita dell’Istituto superiore di sanità, che si riunisce oggi e che ha l’obiettivo di approfondire l’argomento e di proporre linee di indirizzo e di comportamento per la tutela della salute. Il gruppo, inoltre, ha anche lo scopo di coordinare tutte le attività scientifiche a livello nazionale, attualmente frammentate tra diversi istituti.

“E’ importante quanto sottovalutato – spiega Sergio Fuselli, direttore del Reparto Igiene degli ambienti di vita – il tema della qualità dell’aria che respiriamo nelle nostre case e in tutti quegli ambienti cosiddetti di vita, ovvero che frequentiamo per l’80% del nostro tempo nel corso della giornata: scuola, uffici, mezzi di trasporto e così via”. Spesso infatti si dà per scontato che negli ambienti chiusi si è più al sicuro dallo smog. “Ma in realtà – aggiunge Fuselli – non è così. Una recente ricerca dell’Enviromental Protection Agency (Epa), l’Ente statunitense di protezione ambientale, ha dimostrato l’esatto contrario, ovvero che l’aria di casa è cinque volte più inquinata di quella esterna”.

E la colpa, continua l’esperto, è soprattutto di detersivi, vernici, smalti, profumatori d’ambiente e tanto altro ancora. Sotto accusa, in particolare, i “Cov”, ossia i Composti organici volatili – aggiunge Fuselli – contenuti nei prodotti per la pulizia della casa, degli uffici e di tutti gli ambienti di vita, come pure in pitture, vernici e smalti, nelle candele profumate e nei bastoncini d’incenso, nei vestiti e nella tappezzeria sottoposti a lavaggio a secco, nell’utilizzo di stufe a legna e caminetti, e ovviamente, nel fumo di sigaretta. Da non dimenticare poi l’inquinamento dovuto a batteri, funghi e muffe originatesi negli ambienti troppo umidi”.

Proteggersi in casa, però, è possibile con alcune precauzioni consigliate dagli esperti. Eccole:

PULIZIA. Leggere attentamente le etichette e non miscelare mai i prodotti, soprattutto non mischiare acido muriatico, candeggina e ammoniaca per non creare vapori estremamente tossici. E’ bene sempre arieggiare la casa per assicurare il ricambio d’aria, usare accorgimenti antiacari per materassi, cuscini, divani. Limitare l’uso di deodoranti spray. Contro le tarme evitare la naftalina e ricorrere a sostanze naturali che si possono acquistare in erboristeria.

MOBILI. Meglio utilizzare semplicemente panni in microfibra per detergere il mobilio anziché i classici spray “mangia-polvere” che sono per lo più a base di formaldeide. In questo caso, tuttavia, è bene tenere per un po’ le finestre aperte dopo il loro utilizzo.

VERNICI E PITTURE. Ventilare gli ambienti fino alla scomparsa degli odori e comunque utilizzare vernici a base d’acqua o a basso contenuto di Cov.

COMBUSTIONI. E’ bene limitare l’uso di stufe a legna e caminetti se privi di sistemi a norma di smaltimento dei fumi. Per lo stesso motivo, ovvero lo sprigionamento di benzene e sostanze prodotte dalla combustione, è meglio limitare l’accensione di candele profumate e bastoncini d’incenso.Il Gruppo di studio è composto da diverse istituzioni: il ministero della Salute, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), il Cnr, l’Enea, l’Ispra, l’Università di Roma La Sapienza, l’associazione DonnEuropee Federcasalinghe azionale. Hanno inoltre aderito al progetto le Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e Valle d’Aosta.

 

Fonte: adnkronos.com

 

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